Diventa cio' che sei

Sant'Agostino non intende soltanto che tu debba diventare un figlio di Dio con le carte in regola ma che tu riscopra la meraviglia che sei e ciò che puoi realizzare.
Se solo tu alzassi la testa dalla tua quotidiana miseria, ti si allargherebbero gli spazi e il tuo mondo si schiuderebbe.

"Diventa ciò che sei" (Sant'Agostino d'Ippona)
"Impara ad essere ciò che sei" (Pindaro)

La medesima riflessione e la stessa sollecitazione hanno portato due uomini di diversa cultura ed anni di distanza a ridirti quanto sia importante ed urgente che tu riscopra tutto ciò che sei.

Credi di essere quello che sei oggi? Anche da bambino lo pensavi.
Credi di aver compreso tutto di te? Anche da ragazzo lo dicevi.
Credi di non dover più capire oltre, della tua vita? Anche l'altro ieri lo pensavi ma poi hai capito una cosa in più e poi un'altra e un'altra ancora.

La meravigliosa scoperta di sè non è fonte d'ansia terrificante; fa un po' paura e fa soffrire un pochino, in effetti, ma dischiude le porte del Paradiso in terra.
Chi ti ama ti chiede la medesima cosa: che tu ti conosca come realmente sei.

Temi di scoprirti peggiore?
Di non poter sopportare l'idea di essere diverso da ciò che immagini di te?
Hai paura delle conseguenze?

Allora tieni conto di una grande e profonda verità: tu sei molto migliore di ciò che pensi!

Rifletti:
- ti ami?
- ti rispetti?
- ti concedi qualcosa di buono senza sensi di colpa?
- sai regalarti momenti di puro relax senza pensare a quello che lasci in sospeso?
- ti lasci amare da chi ti ama?
- ti lasci trovare?
- progetti con fiducia il tuo futuro?

Se hai risposto no anche solo ad una di questa domande significa che non ti sai amare.

Diventare ciò che si è, è proprio questo: scoprire che sei oggetto d'amore per Dio, per chi ti ama e t'incontra.
Ma finché non ti amerai per quello che sei, non lo scoprirai mai e continuerai a girare in tondo limitando la tua vita ad un'esecuzione di atti, regole, doveri e sogni vuoti.

Domani potresti non essere più qui su questa terra.
I monaci dicevano: "Ricordati fratello che devi morire" e con questa frase volevano ricordare al confratello che la vita è un soffio e che presto ci troveremo a faccia a faccia con Dio.
Tu cosa gli racconterai?
Lui cosa ti dirà?
Gli dirai che hai eseguito bene il tuo lavoro, che non hai fatto questo e quello, che ti sei preoccupato della tua famiglia, ecc...
Lui ti risponderà: "Dov'è il tuo talento?"
E tu: "L'ho sotterrato per timore di sbagliare, perchè so che Tu sei severo"
Dio: "Hai vissuto la vita che ti ho donato?"
Tu: "Come ho potuto, Signore"
Dio: "Davvero credi di aver fatto tutto il possibile?"
Tu: "Beh, credo di sì. Mi sono sforzato di accettare chi Tu mi hai messo accanto, gli avvenimenti che mi hai fatto vivere e le responsabilità che mi hai date!"
Dio: "Bene! Tutto qui? Ti ho dato solo tribolazioni? Non ti ho dato altro?"
Tu: "Che io sappia..."
Dio: "Vedi, tu non hai guardato oltre, non ti sei mai alzato una mattina dicendoti che volevi scoprire i miei doni ma ogni giorno l'hai vissuto come quello prima e così per tutta la tua vita"
Tu: "Signore, avevo tanti problemi, tante cose da fare, tante situazioni da affrontare ogni giorno!"
Dio: "Lo so e ti ripeto: solo una vita di dolore, ti ho dato, secondo te?"
Tu: "Che io sappia..."
Dio: "Ti ho dato doni splendidi ma tu non sei stato capace di vederli e nemmeno li hai cercati. Ti ho dato un cuore capace di amare, una mente capace di costruire meraviglie, degli amori da vivere, persone con le quali progettare spazi e mondi, qualità che nemmeno sai di avere...perchè, secondo te?"
Tu: "Per servirTi, immagino"
Dio: "PER TE!!!"
Tu: "Ho sprecato la vita, allora"
Dio: "Peggio: non sei stato chi eri, quello per cui ti avevo pensato e creato!"

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