provocazione meditazione

Una di queste sere, come spesso ultimamente mi capita, stavo uscendo di corsa da casa, per andare in oratorio per un incontro con delle catechiste quando, sul portone (Via Vanoni 19) una signora mi saluta e inizia a parlarmi…
Anche se mi aspettavano, continuando a camminare, rallento il passo spedito e l’ascolto…
“ascolti don, domenica scorsa ero da dei miei parenti fuori Morbegno, e mi hanno dato un foglio che distribuivano a tutti durante le Messe….e leggendolo mi sono detta che poteva andare bene anche per la nostra Comunità… provi a guardarlo e faccia lei…”
così ci siamo salutati, l’ho ringraziata per il gesto e ci siamo separati, lei ha proseguito io mi sono fermato in oratorio…
ho fatto l’incontro con l’idea di andare a leggere questo foglio un po’ stropicciato e che stava piegato nella tasca della giacca…
tornato a casa, ho aperto il foglio e l’ho letto…
quella signora mi ha fatto un regalo immenso: mi ha fatto andare a letto sereno e tranquillo (come dice l’ultima frase del congedo della compieta) con il cuore colmo di speranza e gratitudine.

Quella signora – che non so neanche come si chiama - mi ha costretto a rallentare, a non pensare solo a me stesso, a mettermi in ascolto, a pensare e ricordare, a lasciarmi provocare, a convertire il cuore, le mani, lo sguardo, il cammino…

Buona lettura a voi, se volete! E buon cammino…

Don Rox

P.S. l’autore di questo brano che la signora mi ha dato è una “garanzia” di ortodossia e ha , come sempre, la capacità di provocare con la sua schiettezza, semplicità e verità evangelica.

AMA LA TUA PARROCCHIA

Collabora, prega e soffri per la tua parrocchia, perché devi considerarla come una madre a cui la Provvidenza ti ha affidato: chiedi a Dio che sia casa di famiglia fraterna e accogliente, casa aperta a tutti e al servizio di tutti. Da' il tuo contributo di azione perché questo si realizzi in pienezza.

Collabora, prega, soffri perché la tua parrocchia sia vera comunità di fede: rispetta i preti della tua parrocchia anche se avessero mille difetti: sono i delegati di Cristo per te.
Guardali con l'occhio della fede, non accentuare i loro difetti, non giudicare con troppa facilità le loro miserie perché Dio perdoni a te le tue miserie. Prenditi carico dei loro bisogni, prega ogni giorno per loro.

Collabora, prega, soffri perché la tua parrocchia sia una vera comunità eucaristica, che l'Eucaristia sia "radice viva del suo edificarsi", non una radice secca, senza vita. Partecipa all'Eucaristia, possibilmente nella tua parrocchia, con tutte le tue forze.
Godi e sottolinea con tutti tutte le cose belle della tua parrocchia. Non macchiarti mai la lingua accanendoti contro l'inerzia della tua parrocchia: invece rimboccati le maniche per fare tutto quello che ti viene richiesto.
Ricordati: i pettegolezzi, le ambizioni, la voglia di primeggiare, le rivalità sono parassiti della vita parrocchiale: detestali, combattili, non tollerarli mai!

La legge fondamentale del servizio è l'umiltà: non imporre le tue idee, non avere ambizioni, servi nell'umiltà. E accetta anche di essere messo da parte, se il bene di tutti, ad un certo momento, lo richiede. Solo, non incrociare le braccia, buttati invece nel lavoro più antipatico e più schivato da tutti, e non ti salti in mente di fondare un partito di opposizione!

Se il tuo parroco è possessivo e non lascia fare, non farne un dramma: la parrocchia non va a fondo per questo. Ci sono sempre settori dove qualunque parroco ti lascia piena libertà di azione: la preghiera, i poveri, i malati, le persone sole ed emarginate. Basterebbe fossero vivi questi settori e la parrocchia diventerebbe viva. La preghiera, poi, nessuno te la condiziona e te la può togliere.

Ricordati bene che, con l'umiltà e la carità, si può dire qualunque verità in parrocchia.
Spesso è l'arroganza e la presunzione che ferma ogni passo ed alza i muri.
La mancanza di pazienza, qualche volta, crea il rigetto delle migliori iniziative.
Quando le cose non vanno, prova a puntare il dito contro te stesso, invece che contro il parroco o contro i tuoi preti o contro le situazioni. Hai le tue responsabilità, hai i tuoi precisi doveri: se hai il coraggio di un'autocritica, severa e schietta, forse avrai una luce maggiore sui limiti degli altri.

Se la tua parrocchia fa pietà la colpa è anche tua: basta un pugno di gente volenterosa a fare una rivoluzione, basta un gruppo di gente decisa a tutto a dare un volto nuovo ad una parrocchia.
E prega incessantemente per la santità dei tuoi preti: sono i preti santi la ricchezza più straordinaria delle nostre parrocchie, sono i preti santi la salvezza dei nostri giovani.

(Paolo VI, 23 febbraio 1964 dall'omelia di inaugurazione della parrocchia N.S. di Lourdes, Roma)

Per informazioni: info@parrocchiadimorbegno.org