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provocazione meditazione
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Una di queste sere, come spesso ultimamente mi capita, stavo uscendo di corsa da casa, per andare in oratorio per un incontro con delle catechiste quando, sul portone (Via Vanoni 19) una signora mi saluta e inizia a parlarmi… Quella signora – che non so neanche come si chiama - mi ha costretto a rallentare, a non pensare solo a me stesso, a mettermi in ascolto, a pensare e ricordare, a lasciarmi provocare, a convertire il cuore, le mani, lo sguardo, il cammino… Buona lettura a voi, se volete! E buon cammino… Don Rox P.S. l’autore di questo brano che la signora mi ha dato è una “garanzia” di ortodossia e ha , come sempre, la capacità di provocare con la sua schiettezza, semplicità e verità evangelica. AMA LA TUA PARROCCHIA Collabora, prega e soffri per la tua parrocchia, perché devi considerarla come una madre a cui la Provvidenza ti ha affidato: chiedi a Dio che sia casa di famiglia fraterna e accogliente, casa aperta a tutti e al servizio di tutti. Da' il tuo contributo di azione perché questo si realizzi in pienezza. Collabora, prega, soffri perché la tua parrocchia sia vera comunità di fede: rispetta i preti della tua parrocchia anche se avessero mille difetti: sono i delegati di Cristo per te. Collabora, prega, soffri perché la tua parrocchia sia una vera comunità eucaristica, che l'Eucaristia sia "radice viva del suo edificarsi", non una radice secca, senza vita. Partecipa all'Eucaristia, possibilmente nella tua parrocchia, con tutte le tue forze. La legge fondamentale del servizio è l'umiltà: non imporre le tue idee, non avere ambizioni, servi nell'umiltà. E accetta anche di essere messo da parte, se il bene di tutti, ad un certo momento, lo richiede. Solo, non incrociare le braccia, buttati invece nel lavoro più antipatico e più schivato da tutti, e non ti salti in mente di fondare un partito di opposizione! Se il tuo parroco è possessivo e non lascia fare, non farne un dramma: la parrocchia non va a fondo per questo. Ci sono sempre settori dove qualunque parroco ti lascia piena libertà di azione: la preghiera, i poveri, i malati, le persone sole ed emarginate. Basterebbe fossero vivi questi settori e la parrocchia diventerebbe viva. La preghiera, poi, nessuno te la condiziona e te la può togliere. Ricordati bene che, con l'umiltà e la carità, si può dire qualunque verità in parrocchia. Se la tua parrocchia fa pietà la colpa è anche tua: basta un pugno di gente volenterosa a fare una rivoluzione, basta un gruppo di gente decisa a tutto a dare un volto nuovo ad una parrocchia. (Paolo VI, 23 febbraio 1964 dall'omelia di inaugurazione della parrocchia N.S. di Lourdes, Roma) |
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Per informazioni: info@parrocchiadimorbegno.org
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