Il Convegno Missionario Diocesano, svoltosi il 13 novembre scorso a Colico, ha evidenziato un forte bisogno di formazione.
Ecco perchè il Centro Missionario Diocesano ha ritenuto importante proporre un percorso formativo strutturato in tre incontri sul tema “Stimoli e provocazioni alla nostra vita dalle Chiese dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia”. Gli incontri si sono svolti di domenica, dalle ore 9 alle ore 17, presso il seminario diocesano a Como e comprendevano relazioni, visione di filmati e dibattiti.
Il primo incontro, che si è svolto il 29 gennaio 2006, ha avuto come relatore Jean Leonard Touadi, giornalista congolese che collabora con la Rai e con Nigrizia.
Touadi ha cercato di sbriciolare i luoghi comuni che spesso noi occidentali abbiamo nei confronti dell’Africa e degli africani. Il rischio è di avere un approccio di tipo “etnologico” (guardare l’altro dal mio piedistallo) o di tipo “turistico” anzichè averne uno di tipo “umano” (nè esaltare nè demonizzare la cultura africana, ma lasciare spazio all’incontro tra simili).
Il giornalista ha poi cercato di evidenziare i valori africani e di spiegare come tali valori possano aiutare anche noi a vivere meglio. In particolare ha posto l’accento sulla visione spirituale del mondo (non c’è divisione tra sacro e profano), sull’attaccamento ai valori della famiglia (la vita viene protetta dal concepimento alla vecchiaia) e sul rispetto della natura (siamo custodi dell’ambiente, non padroni).
Infine ha analizzato il fenomeno dell’immigrazione, spingendo i partecipanti ad interrogarsi su come le nostre comunità accolgono gli immigrati cattolici, fratelli nella fede, e i credenti di altre religioni.
Il compito dei cristiani è oggi quello di educare le coscienze, di uscire dal torpore, di condividere con gli africani il cammino verso un futuro migliore.
Il secondo incontro, che si è svolto il 26 febbraio 2006, ha avuto come relatore Don Federico Bragonzi del Cum di Verona, missionario per 15 anni in Guatemala.
Don Bragonzi ha ripercorso il cammino politico degli ultimi 30 anni di molti Stati dell’America Latina, descrivendo il passaggio dalle dittature ai governi neoliberalisti.
Ha poi affrontato i problemi attuali di ridistribuzione delle ricchezze, di sicurezza sociale, di congiunture economiche poco positive.
Ha parlato della Chiesa cattolica latino americana e del suo cammino dalla teologia della liberazione alla fase attuale.
Infine ne ha descritto gli atteggiamenti di base:
leggere i segni dei tempi: la nuova contemplazione; mostrare Dio più che dimostrarlo: la forza della testimonianza; inculturarsi e inculturare: la pastorale dell’incarnazione; valorizzare e rispettare la società pluralistica: la spiritualità del dialogo; innovare e innovarsi: la mentalità del cambiamento; imparare dagli altri: un altro modo di testimoniare la fede; discernere insieme: umili davanti alla Verità.
Il terzo incontro, che si è svolto il 2 aprile 2006, ha avuto come relatore Padre Paolo Nicelli del Pime, missionario per 10 anni nelle Filippine, nell’isola di Mindanao.
Padre Nicelli ha descritto la realtà complessa delle Filippine, composte da 7300 isole in cui si parlano 138 lingue e nelle quali vivono 38 gruppi etnici.
La stessa Chiesa cattolica (che comprende l’80% degli abitanti) ha diversi modi di esprimere la propria fede:
al Nord c’è una tradizione rituale e organizzativa con una forte presenza laicale, al Centro c’è una Chiesa isolana e al Sud c’è una chiesa strutturata ed estesa anche nelle zone rurali.
Accanto ai cattolici ci sono poi anche protestanti (10%), musulmani (6%) e tribali (4%).
Oltre ai problemi derivanti dalla povertà, che colpisce il 65% della popolazione, ci sono difficoltà derivanti dalla presenza di gruppi fondamentalistici islamici e da ribelli.
Il cattolicesimo ha come proprio carisma particolare la ricerca del dialogo e in particolare di quello interreligioso. Vuole quindi abbattere i pre-giudizi e riscoprire attraverso la propria religione il mettere la persona al centro. L’obiettivo quindi non è solo la pacificazione politica, ma la promozione umana.
I pilastri del vero dialogo sono: il continuo ascolto di Dio, il dialogo con se stessi, l’amore verso il prossimo, il dialogo sociale volto a cercare il bene comune, il dialogo con il creato.
Al termine di questo percorso formativo l’augurio è che davvero le nostre comunità si lascino interrogare dalle Chiese sorelle e sappiano coglierne le positività e le provocazioni (pro-vocare significa chiamare in avanti).