Storia
Secondo la tradizione la Confraternita del SS. Sacramento, che è il nome originario della Confraternita dei SS. Pietro e Paolo, fu fondata a Morbegno nel 1540, prima quindi del Concilio di Trento e dell’opera svolta da S. Carlo Borromeo. Sarà proprio S. Carlo Borromeo, divenuto Arcivescovo di Milano a 22 anni, a riprendere il Concilio nel 1563 e a portarlo a termine e si impegnerà a fondo per realizzare la riforma prescritta dal Concilio.
Si può definire la Confraternita di S. Pietro come l’espressione della volontà di riforma da parte del laicato locale in un momento in cui la storia religiosa di Morbegno è particolarmente travagliata.
Da una parte ci sono i protestanti che emanano numerosi decreti per ostacolare il culto cattolico, dall’altra sacerdoti che non sono in grado di far fronte a questa situazione.
A Morbegno, per la Parrocchia, verranno chiamati in aiuto prima un Gesuita e poi un Domenicano.
Dalla primitiva sede nella Chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, quando questa viene assegnata ai Riformati, la Confraternita viene trasferita nella vecchia Chiesa di S. Giovanni, divenuta parrocchiale, e viene insignita di speciali indulgenze da parte di Clemente VIII nel 1594 e di Paolo V nel 1601.
Allontanati i Grigioni nel 1620 (Sacro Macello), dopo un periodo di guerre durante le quali la Chiesa di S. Pietro viene anche adibita ad alloggio militare, come altre Chiese in Valtellina,viene benedetta nel 1624, viene assegnata nel 1635 ufficialmente dalla Magnifica Comunità di Morbegno alla Confraternita del SS. Sacramento che da allora cominciò ad essere chiamata anche di S. Pietro.
La Confraternita subito si prende cura della Chiesa che aveva bisogno urgente di lavori di restauro e questo sarà sempre uno dei suoi compiti.
La Chiesa viene restaurata, viene decorata di stucchi e di affreschi e dotata di preziosi arredi come si afferma negli atti della visita pastorale del 1669 e del e del 1681.
In un registro incominciato nel 1625 è trascritto il sommario delle regole da osservarsi da parte dei confratelli e delle consorelle seguito da altre regole in data 1626.
Però le regole della Confraternita del SS. Sacramento di Morbegno, ridotte a miglior forma e a maggior facilità, “acciocché non siano peso grave, ma giogo soave agli osservatori”, furono stampate nel 1758 con dedica all’Arciprete Mons. Giacomo Castelli Di Sannazaro, protettore della nostra Confraternita.
Dalle regole si desume che gli impegni per gli iscritti erano particolarmente onerosi e vincolanti sul piano della devozione, della condotta di vita e della solidarietà.
Però nel 1823, il 27 Aprile, viene ridefinito il regolamento della veneranda Confraternita “ ad maiorem Dei gloriam” e viene approvato successivamente dalla Delegazione Provinciale di Sondrio con decreto il 1 Luglio del 1823.
Il regolamento inizia così:
“Essendo indubitabile che l’oggetto primo di una Associazione riguardante il culto divino essere debba quello di rendere onore e gloria a Dio e di procurare il bene spirituale di ciascuno, e in particolare degli associati, e che ad un fine così santo non si potrebbe mai giungere qualora allo zelo non si facesse precedere l’umiltà cristiana e la carità fraterna, senza di cui è impossibile piacere a Dio”,
La Confraternita di S. Pietro si è mantenuta viva fino ai nostri giorni perché è presente attivamente nella Comunità Parrocchiale, e i motivi di questa sua vitalità sono:
- La devozione che ha come centro la Chiesa di S. Pietro.
- Il servizio reso alla Parrocchia.
- I legami di autentica Comunità che si sono sempre mantenuti tra i confratelli, la famiglia dei confratelli, attraverso le generazioni.
Spiritualità e Devozione
- Ogni Sabato e ogni Domenica, e in altre occasioni, la S. Messa è preceduta dal canto dell’Ufficio in latino che testimonia il valore che la Confraternita attribuisce al momento più importante e più sacro nella vita di ogni uomo, nella fede del Cristo risorto, perché la morte è il passaggio per arrivare a Lui, nella certezza che i legami affettivi continuano intensi oltre la morte.
- La devozione per i SS. Pietro e Paolo:
S. Pietro = Sommo Pontefice.
Unità della Chiesa attorno al Signore.
- Il culto per il S. Cuore, l’Addolorata e S. Carlo, S. Antonio di Padova testimoniano verità perenni di fede.
- Giugno: alla sera alle 20,00 S. Messa preceduta dall’Ufficio; è il mese dedicato al S. Cuore di Gesù.
- Settembre: triduo nelle tre sere che precedono la festa della SS. Madonna Addolorata.
In Parrocchia
- Processioni, Funerali, allestimento del catafalco.
- Attiva partecipazione comunitaria, con decoro anche esteriore, alle azioni liturgiche, soprattutto nella Settimana Santa.
- Elezione Priori e loro significato.